martedì 28 dicembre 2021

Sostenibilità. Cosa vuol dire? Il caso della brughiera di Malpensa


Il 19 dicembre 2021 si è tenuto, nel cuore della brughiera di Lonate Pozzolo, un BioBlitz particolarmente partecipato, che l'Associazione Tutela Anfibi Basso Verbano ha contribuito a promuovere. Più di duecento tra studiosi, ambientalisti, appassionati e curiosi si sono riuniti per conoscere ciò che rimane di un habitat molto particolare e unico nel suo genere. Una distesa a brugo (Calluna vulgaris), pianta simile all'erica, ormai ridotta a qualche decina di ettari in cui le particolari condizioni pedoclimatiche hanno determinato caratteristiche peculiari capaci di attrarre una flora e una fauna associate molto specializzate e ormai minacciate dalla riduzione dei propri habitat naturali. Proprio su questo lembo di territorio lombardo è prevista la prossima espansione dell’aeroporto di Malpensa per ospitare l’area cargo, con buona pace di habitat e specie nonostante l'area in questione ricada all’interno del Parco Lombardo del Ticino, già Riserva della Biosfera UNESCO, e i partecipanti al raduno hanno manifestato tutta la propria preoccupazione per la minaccia incombente.

Avendo partecipato al BioBlitz non si può fare a meno di soffermarmi a riflettere sul concetto di sostenibilità, parola utilizzata di continuo, un po’ a proposito e un po’ no. Certo il termine non può considerarsi universale. Quando un’azione può intendersi sostenibile? Forse quando garantisce il mantenimento di determinate condizioni ambientali? Ma chi stabilisce quali sono tali condizioni? Oppure più semplicemente quando rappresenta la scelta apparentemente meno dannosa rispetto ad altre soluzioni?  Non è semplice tracciare il confine tra ciò che è sostenibile e ciò che non lo è. Come sempre è una questione di priorità, e le priorità, per propria natura, sono soggettive.

Eppure esistono leggi, accordi, direttive, nazionali e internazionali, che a seguito di studi e confronti, stabiliscono quali siano gli habitat e le specie che necessitano di particolare attenzione. Sono state istituite aree sottoposte a tutela, con specifici regolamenti e restrizioni, oltre ad avere spese pubbliche dedicate volte a valorizzarne la ricchezza intrinseca: parchi, riserve naturali, siti di interesse comunitario.

Dovrebbe essere dunque evidente che un’azione che determini un consapevole un danno irreversibile a specie e habitat tutelati, per di più all’interno di aree protette, contravvenendo agli intenti di buona gestione del territorio che ci si è prefissati, non possa essere considerata sostenibile. Agire in maniera sostenibile non può voler dire altro che rispettare gli impegni presi, mettere in pratica leggi, regolamenti e direttive volte a tutelare i beni preziosi che non possono essere sostituiti dopo la loro distruzione.

Ecco dunque che considerare sacrificabile uno degli ultimi lembi di un habitat così delicato come la brughiera padana, peraltro di elevato valore sociale per il territorio in cui ricade, vuol dire non aver compreso l’impellente necessità di cambiare rotta. Vuol dire trasformare tutte le discussioni sulla necessità di una società attenta all’attuale crisi ambientale in uno sterile chiacchiericcio. Vuol dire accettare la condanna definitiva della speranza in un futuro in cui equità e sostenibilità siano valori primari. È evidente che una politica disposta ad accettare una simile azione è una politica miope con vedute limitate al solo profitto immediato, che rinuncia all’idea di una programmazione a lungo termine armoniosa e, realmente, sostenibile.

Parlare di sostenibilità a ragion veduta non è cosa semplice. Occorre coraggio e ambizione, soprattutto da parte delle pubbliche amministrazioni. Essere capaci di scegliere di non prendere la decisione più semplice, ma vagliare con profondo impegno e con competenza le conseguenze delle scelte da prendere. Purtroppo sembra che, come società, siamo ancor molto lontani dall'essere capaci di percorrere la strada corretta, nonostante i continui segnali che ci tornano in risposta delle nostre azioni, nonostante i proclami e le dichiarazioni di intenti che, vanamente, di continuo emaniamo in nome di una presunta sostenibilità.



E' giunto il momento di montare le barriere per salvare gli anfibi. Serve aiuto!

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